BATTLESHIP ISLAND: PROMOSSO CON RISERVA. SUCCESSO AL BOTTEGHINO MA CRITCATO DAL PUBBLICO

Abbiamo seguito la nascita di Battleship Island di Ryoo Seung Wan ancor prima che venisse girato, e ci sembra corretto continuare a parlare di uno dei film più guardati in Corea in questo periodo.

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Durante l’epoca coloniale giapponese, circa 400 coreani sono stati costretti dai coloni ad andare su un isola per lavorare alla miniera di carbone, il gruppo organizza, così una rivolta per tentare di fuggire.
Lee Kang-Ok (Hwang Jung-Min) è il responsabile del Kyungsung Hotel, l’uomo decide di andare in Giappone per proteggere sua figlia, ma è viene ingannato e invece di mandarlo a lavorare in albergo, salvando sua figlia, lo mandano in forze all’isola di Hashima’.
Choi Chil-Sung (So Ji-Sub) il capo della rivolta, una testa calda dal cuore tenero combatterà a tutti i costi per poter tornare a Kyungsung (vecchio nome di “Seoul”), l’ultimo protagonista, e il più giovane dei tre è Park Moo-Young (Song Joong-Ki), il ragazzo appartiene al gruppo coreano di indipendenza e si fa mandare sull’isola per salvare un membro del suo gruppo.

Questa la trama del film, che grazie al suo cast stellare ha portato al cinema più di 4 milioni di spettatori, non tutti questi spettatori hanno apprezzato la pellicola, anzi, al contrario in Corea si è aperto un vero e proprio caso mediatico su questo film, grazie al blog internazionale Netizentown, che ci ha aiutati nelle traduzioni degli articoli coreani, possiamo darvi ufficialmente un quadro generale della situazione.

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Le critiche si possono dividere in diversi punti, abbiamo tenuto fede alle traduzioni senza però inserire riferimenti dirette a scene del film, che erano sottolineate negli articoli, per non svelarvi troppo della pellicola che vi ricordiamo è stata acquistata anche da un distributore italiano.

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1. La “국뽕 controversy (kuk-ppong)”

Con questo termine si indica un eccesso di nazionalismo.

Molti spettatori hanno infatti notato quanto il regista abbia enfatizzato in maniera più che eccessiva.
Negli ultimi dieci anni i governi che si sono susseguiti, compreso l’ultimo fallimentare governo di Park Geun Hye,  hanno da sempre cercato di sottolineare quanto il Giappone sia stato nocivo per molti anni; il film uscito a pochi mesi dal nuovo governo di di Moon Jae In, che sta cercando di differenziarsi dai governi precedenti cercando un dialogo con il vicino nipponico, è stato quindi criticato per quell’eccesso di nazionalismo che ha voluto ancora di più sottolineare le nefandezze del governo giapponese del epoca coloniale.

Come se non bastasse il Giappone ha già fatto domanda per la registrazione dell‘isola di Hashima come patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 2015 ed è stato riconosciuto a livello internazionale. Questo film va ovviamente contro i principi di base dei diritti dell’uomo, il film contiene fatti storici mai confermati ha riempito di vergogna il governo giapponese, il più la miniera di carbone è considerata uno degli orgogli nazionali e il film l’ha messa in cattiva luce.

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2. “Pro-Giapponese film”

In totale disaccordo con il primo punto, altri netizen e giornali, hanno puntato il dito su quanto questo film possa avere una connotazione non del tutto negativa nei confronti de Giappone. Due antagonisti, infatti, Yoon Hak-chul (Lee Kyung-young), conosciuto come l’uomo del campo di ‘allontanamento indipendente‘, era in realtà un pro-giapponese che sfruttava il popolo coreano della nave da guerra. Inoltre, il ministro del lavoro (Kim Min-jae) che gestisce i minatori coreani brutalmente, è anche di nazionalità coreana.

Il problema principale è che entrambe i due personaggi non sono realmente esistiti e sono opera del regista, in molti si sono chiesti quale si stato lo scopo di questa scelta, e in molti quindi si sono chiesti se fosse necessario il punto di vista dei coreani pro-giappone.

Il regista ha dato una risposta a questa controversa domanda: “C’erano persone che volevano approfittare e perseguire profitti. Era un fatto storico chiaro che persone a favore del governo giapponese esistevano. Penso che in una storia con questo tematica bisogni delineare i diversi tratti delle persone e quindi, anche descrivendo quelli che erano a favore del colone giapponese. Pensavo che fosse nostro dovere sottolineare (il problema pro-giapponese). Dobbiamo sapere che stiamo male. Se so che sono malato, non è meglio sapere dove fa male? C’è una parte di me che ha voluto chiudere (qualcosa vicino a questo significato)

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Un altro elemento di forte critica è dal punto di vista recitativo, i protagonisti per essere minatori o schiavi sono fin troppo forti e sani.

Queste critiche arrivano soprattutto dal fatto che molti degli attori protagonisti sono famosi non solo al cinema ma soprattutto in TV, e hanno un grande seguito di giovani fans pronte ad idolatrarli, parliamo soprattutto di Song Joong Ki, la critica che gli è stata mossa è che il suo personaggio è fin troppo simile a quello interpretato nel drama della KBS ‘Descendant of the Sun’, aggiungendo però una forte mimica facciale.

Un’altra grande controversia che a cui dovuto rispondere Ryoo Seung Wan ha a che fare con la distribuzione, la produzione del film è  costata 22 bilioni di won (circa 16,500,000€), per questo motivo la CJ E&M ha monopolizzato i grandi multiplex piazzando il film in diverse sale lasciando poca scelta agli spettatori che nello stesso periodo avrebbero potuto guardare Okja di Bong Joon Ho che, però, è stato boicottato da numerosi Multiplex; senza contare che il film in questione è anche vietato ai minori di 15 anni.

Ryoo Seung Wan è stato interpellato anche su questo tema, anche se in questo caso lui non è direttamente responsabile: “Mi dispiace molto sentire che il film che ho creato è al centro di questa controversia. Questo è uno dei temi più delicati che spesso tratto insieme ai colleghi registi e con i membri del settore, e stiamo prendendo misure per migliorarlo. So che “Battleship Island” non dovrebbe essere imposto al pubblico che va nelle sale cinematografiche, ma sfortunatamente questi sono problemi di gestione di distribuzione a cui né io come regista né i tecnici possiamo far fronte. Siamo molto dispiaciuti ma non possiamo decidere noi la distribuzione

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In effetti, una volta che il film esce nelle sale non è certo compito del regista monitorarne la corretta distribuzione, in più in corea molti multiplex sono di propietà del colosso CJ E&M che quindi può decidere quali sono i film da distribuire.

In conclusione di questo lungo articolo faccio una piccola considerazione che riguarda le critiche mosse dal popolo coreano per quanto riguarda gli avvenimenti storici; sicuramente a noi occidentali non sarebbero mai saltate all’occhio perché ignoriamo gran parte della storia coreana, e in prossimità dell’uscita del film faremo un editoriale che spiega in grandi linee quel periodo storico per poter meglio comprendere gli avvenimenti.

Nonostante le numerose critiche sono sicura che molti sono impazienti, quanto me, di vedere il film e non ci resta che aspettare notizie certe sull’uscita del film o di una possibile prima nazionale il prossimo anno.


[FOTO:CJ E&M© – Traduzione: Netizentown]
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    Articolo di: Veronica Croce

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