BIFF 2017 – UNA TAVOLA ROTONDA PER OLIVER STONE

Ieri si è concluso il Busan Film Festival, alcuni giorni fa abbiamo incontrato il presidente di giuria, Oliver Stone.

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In una stanza del Dureraum Hall, martedì 17 ottobre si è tenuta la press interview con Oliver Stone. Tra i vari giornalisti, anche Mugunghwa Dream era presente per ascoltare le idee e opinioni del famoso regista, ecco cosa ha raccontato a noi e agli altri colleghi.

Ha visitato il festival qualche anno fa, da quel tempo è cresciuto in termini di grandezza e anche l’ambiente e l’atmosfera sono cambiati, quali sono le sue opinioni a riguardo? Che cosa ne pensa?

Quando sono stato qui, questo posto (quello dell’intervista) non era stato ancora costruito, la città sembrava essere molto più piccola, tranne il porto, un porto bellissimo, ho sicuramente avuto una sensazione di una città più piccola che ora mi sembra irriconoscibile. Ho camminato sulla spiaggia, all’esterno dell’hotel, l’hotel al tempo era ok, ma ora sono al Park Hyatt, in una delle migliori camere quindi è un cambiamento incredibile. Sono stato bene la volta scorsa e ora lo stesso. Mi è piaciuto molto stare qui in Corea con mia moglie, lei, poi, visiterà la sua famiglia a Seoul.

“Si sente la disperazione delle nuove generazioni. Il loro talento è indescrivibile”

Durante la conferenza stampa iniziale qui a Busan, ha detto che guardando ai progetti in concorso, stava cercando di scoprire nuove opportunità per il cinema asiatico. Quindi, immagino, lei abbia visto alcuni film asiatici; è riuscito a trovare opportunità in questi film? Quali opportunità ha visto nel cinema asiatico?

La giuria ha visto dieci film e devo dire che la notte scorsa (lunedì 16 ottobre) abbiamo preso le nostre decisioni che verranno annunciate sabato notte. Non posso parlarne, non posso parlare di ogni film ma posso dire che tutta la giuria ha notato la disperazione, la mancanza di speranza che era evidente nei film che abbiamo visto, non solo coreani, ma anche cinesi, taiwanesi, indiani, iraniani… È stato incredibile vedere la nuova generazione, è stato quasi mistico. Alcuni film erano eccellenti, altri buoni. Il talento dei registi è incredibile, e ovviamente si sta espandendo grazie alla tecnologia e alla disponibilità degli studi sul cinema. È chiaro che ci sia stato un significativo miglioramento di qualità; ma la disperazione ci riguarda e si manifesta a tutti noi come se il mondo stia per andare incontro all’apocalisse.

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Storie di disperazione, potrebbe parlare di alcuni di questi registi? Pensa che questa sia una tendenza universale e in particolare dei registi che stanno emergendo o riguarda semplicemente l’Asia?

Come membro della giuria, non posso parlare di nessuno dei registi.

Riguardo alla seconda domanda, sì, sento che questo è un senso di distopia e di dislocamento in tutto il mondo. Lo vedi nei film americani. La differenza che ho visto rispetto ai film americani è che il cinema asiatico si sta ancora occupando di argomenti realistici, di vita quotidiana, di persone che lavorano. Il cinema iraniano lo stesso, come anche quello indiano e cinese. Ritengo che queste siano storie che non troveremo mai nel cinema americano a meno che non ci sia qualche regista, forse indipendente aiutato da una grande stella o una commedia o alcuni aspetti che catturino l’interesse del pubblico. Penso sia piuttosto importante non perdere il nostro apprezzamento per la classe operaia, la realtà, e questo è la caratteristica più forte nel cinema che ho visto. Non vedo più questo negli Stati Uniti perché gli studi cinematografici non vogliono affrontarlo e questo è molto triste. Ed è parte di questa sensazione in generale, per questo pessimismo, che abbiamo perso il nostro senso dei valori. Ricordate, molti anni fa ho fatto un film chiamato Nato il 4 Luglio, che parla di un ragazzo di classe operaia che va in Vietnam. E World Trade Center era su persone di classe lavoratrice che andavano al World Trade Center il giorno della caduta delle Torri Gemelle (11 settembre 2001).

“E in ogni caso, ho cercato di essere diretto raccontando la realtà che stavo vedendo, la realtà di persone reali, della loro vita. Questo tema è andato via, molto fuori dalla nostra preoccupazione.”

 D’altra parte, l’America si sta concentrando di più sul fantasy, la guerra fantasy, il militarismo fantasy, il calcio fantasy, tutto fantasy e questo è ciò che i giovani spettatori richiedono. Non so se sia l’età del computer o no ma sicuramente perché sono un regista più anziano sento una grande differenza. Ho realizzato un film riguardo ai computer, Snowden, uscito nelle sale nel 2016 nel film ho notato che se guardi l’attore, è piuttosto impassibile, molto imperturbabile, basato sul personaggio di Edward Snowden, un codificatore informatico. Penso che forse sia il computer stesso che crea una sorta di sensazione di impassibilità che fa parte di questa generazione. A volte, quando parli con persone che vivono dietro il computer, ti chiedi se sono connesse, se provano quello che provi tu, credo che tutti abbiano provato questa sensazione, sembrano zombie a causa di ciò. Questo film (Snowden) non è uno dei film tipici che farei se avessi un personaggio centrale così emotivo, è un personaggio molto indifferente e penso che il film sia calmo. Però, in questo modo, è rimasto fedele alla storia. Ma comunque è diverso dai miei altri film.

Nei film che ha fatto, ha parlato di temi universali attuali, come l’abuso di potere, la guerra, la storia moderna, la critica della società, fatti storici… l’audience coreana può capire a fondo questi film per via dei temi attuali utilizzati. C’è un tema particolare nel quale è interessato in termini di questioni internazionali? Un tema che di cui le piacerebbe parlare in un film?

È una domanda molto vasta. Non so se in Corea avete visto il mio ultimo documentario intitolato Interviste a Putin, uscito quest’anno nel giugno 2017 negli Stati Uniti. Interviste a Putin, sono quattro ore di interviste con il sig. Putin. Quindi, ovviamente, sono molto preoccupato per le relazioni statunitensi con altri paesi, in particolare la Russia e la Cina, perché è una situazione molto pericolosa, credo sia diventato più pericoloso, perché ho la sensazione che gli Stati Uniti siano particolarmente aggressivi in tutto il mondo. Militarizzando i paesi e utilizzando basi straniere con le truppe americane per aumentare il livello di allarme ovunque. E questo include la Corea del Sud. E non solo, comprende la NATO, ampliando la NATO, 13 paesi da quanto Gorbačëv¹ e Bush hanno raggiunto un accordo per non espanderla. Gli Stati Uniti sono violatori di molti trattati, compreso questo. E in Corea, c’è un problema significativo, ci sono le milizie statunitensi addosso, così come in Giappone.
Ci sono basi americane in tutto il Giappone e la Corea. E la situazione sta peggiorando perché via delle provocazioni tra il signor Trump e Kim JongUn.

Per riassumere, penso che il mondo moderno sia complesso e merita un documentario che è il massimo che posso fare. Cercare di mettere questi concetti in un film è difficile perché il mondo è così grande, il tempo del film è di due ore, magari una serie televisiva, non sono sicuro.

“Stiamo lavorando ad una serie televisiva”

A parte questo, voglio dire che ad oggi le mie fonti mi hanno detto che molte navi di guerra americane si stanno muovendo, hanno lasciato Pearl Harbor, c’è un movimento, non solo un sottomarino nucleare, ma di navi da guerra che portano missili, ecc., il vettore aereo chiamato Reagan sta arrivando, è quasi qui, il sommergibile a motore nucleare missilizzato è arrivato a Busan qualche giorno fa. Tutto ciò fa destabilizzare la situazione, gli Stati Uniti e la Corea del Sud hanno continuato per anni, spingendo il limite, spaventando, minacciando la Corea del Nord, fin dall’inizio. Ho quindi sentimenti molto misti a sul da farsi con la Corea del Nord. Ma se fossi il capo della Corea del Nord, come ho già detto, farei la stessa cosa, cercherei di proteggere me stesso e se avessi bisogno di armi nucleari per farlo, le utilizzerei perché è chiaro che gli Stati Uniti quando si sono mossi in Iraq e in Libia, entrambi i regimi hanno dovuto abbandonare gli esperimenti su armi nucleari e sono stati poi rimossi. È un mondo aggressivo, controllato dagli Stati Uniti. Non per condannare il comportamento del signor Kim JongUn, ma questa è una situazione difficile e dobbiamo accettare il fatto che la Corea del Nord ha armi nucleari e dobbiamo negoziare su tali basi e come ho già detto, la Russia e la Cina dovrebbero essere invitati a questi trattative con Corea del Sud, gli Stati Uniti e la Corea del Nord. È l’unico modo per uscire da tutto questo. Non vedo alcuna altra opzione, non esiste un’opzione militare a mio avviso, ma temo che il signor Trump la stia prendendo in considerazione.

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Inoltre, domani vedrò un documentario, mi è stato detto che è molto bello, si chiama SeoSungri, di Park Bae, sulla THAAD (Terminal High-Altitude Area Defense), un sistema antimissile delle forze dell’esercito americano per colpire missili balistici, recentemente, pochi mesi fa, installato a sud di Seoul. È in grado di colpire, come ci viene detto, missili cinesi e nordcoreani, ma molte persone pensano che sia stato messo in Corea del Sud non a causa della Corea del Nord ma a causa della Cina. Per circondare la Cina, questa è la politica americana, per circondare la Russia e per circondare la Cina. Quindi questo è molto pericoloso per la Corea del Sud, la fa diventare in molti modi un ostaggio delle intenzioni americane. Nell’evenienza di una guerra, gli Stati Uniti parlano spesso di come proteggono l’America, ma hanno mai parlano seriamente di proteggere la Corea del Sud e la gente qui? È una cosa che mi riguarda, la mia famiglia, la famiglia di mia moglie è qui, a Seoul, e lei andrà lì la prossima settimana. Tesoro, mi auguro che tu possa tornare (viva e vegeta) la prossima settimana. Odio vedere tutto questo. Una bella cultura, la civiltà riportata indietro, distrutta.

Su una nota più leggera al di fuori dei rapporti tra Corea del Sud e Corea del Nord, ho visto recentemente un film coreano, è stato fantastico. Sull’aereo lo chiamavano Confidential Assignment (공조, 2017), ma in inglese si chiama Give Me the Ball, che credo sia un titolo alquanto strano. Vede come protagonisti Hyun-bin e Yoo Hae-jin, che reputo una splendida attrice. Ho apprezzato il film perché mostra il contrasto tra Nord e Sud, attraverso questi due poliziotti, ho amato la commedia, fa ridere la gente ed è interessante farlo raccontando un tema così delicato. Mostra il modo in cui un film può risolvere situazioni e rendere le cose migliori tra le persone.

“I film sono fondamentalmente un metodo per portare la pace nel mondo e scambiare idee. Questo film potrebbe essere mostrato in Corea del Nord per queste ragioni.”

Da poco è uscito nelle sale il film Taxi Driver (택시운전, 2017), parla del massacro di Kwangju, riscuotendo un enorme successo, che cosa ne pensa di questa situazione?

Il Massacro di Kwangju degli anni ’80. È una grande storia e dovrebbe essere raccontata. Massacri in cui si è sparato sulla folla sono avvenuti, prima della guerra di Corea negli anni ‘40 e anche durante la guerra di Corea. A volte coinvolgendo le truppe americane. Non c’è dubbio, è un dato di fatto. Il governo sudcoreano fu molto repressivo, chiunque aveva opinioni differenti, le idee progressiste, i giovani, le opinioni dei lavoratori, gli insegnanti e le persone innocenti uccisi da questo governo. Quindi c’è una lunga storia di repressione. Infatti ho chiesto a uno dei vostri (coreani) critici cinematografici: “Perché i film coreani sono così forti, sono dei bei film?” E ha risposto: “Penso che sia per la repressione”, la repressione nella vita pubblica e la libera espressione nella vita privata.

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La Cina ha appena bloccato Taxi Driver, a causa dei temi trattati, è illegale parlarne in Cina, anche su internet. Quali sono le sue opinioni a riguardo?

Non sono sorpreso, la Cina è molto dura. E sono diventati più duri sotto la presidenza di Xi Jinping. Deploro la legge riguardo Internet e la rigidità di pensiero, è solo per la Cina e l’India. Le società prosperano, si sviluppano, cambiano grazie questa espressione di idee più fresche. Non è il caos, e capisco perché i cinesi siano molto spaventati dal caos, ma permetter la libera espressione è la chiave per crescere, altrimenti si torna all’età medievale. Quindi questo è un momento molto strano, ho avuto problemi con i cinesi. Nessuno dei miei film è stato rilasciato in Cina, almeno non ufficialmente. Nessuno, forse Wall Street, non sono sicuro. Ma mi ricordo quando sono andato in Cina sono rimasto scioccato da quanti studenti mi hanno detto che hanno visto i miei film in modo clandestino. Questo risale agli anni Ottanta. E la Cina mi piace, i paesaggi…

Ritornando alla domanda, spero che la Cina abbia buone relazioni con la Corea del Nord perché possiamo sicuramente usarla in qualsiasi tipo di trattativa, ma mi viene detto che la Corea del Nord e la Cina non sono più in rapporti tanto amichevoli e che il loro mediatore è stato respinto da Pyeongyang. Spero che russi possano mediare questa difficoltà, questa complessità di persone che non parlano tra di loro. Questo è un grande pericolo che crea guerre.

Ho sentito che è andato in Cina qualche anno fa per parlare di nuovi progetti, ha quindi qualche progetto per il futuro di collaborare con la Cina, lavorando con essa? Perché non abbiamo avuto nessuna notizia a riguardo recentemente.

Ho avuto diversi problemi in Cina. Ho cercato di girare un film negli anni ’80. Avevo un libro, ‘The New Emperors’, libro su Mao Tzedong e Deng Xiaoping, libro meraviglioso, inoltre ho lavorato per un film, tratto da un romanzo sulla rivoluzione culturale, scritto da una donna di Shangai. Una bella storia che riguarda un’adolescente che viene spedita da Shangai in una località remota e condivide una relazione d’amore lesbica. Molte complicazioni, naturalmente, mi rendo conto ora che sarebbe stato impossibile girarlo in Cina non solo per il sesso ma anche per la politica. Poiché la rivoluzione culturale come tema è off-limits. Quindi Mao è off-limits, la rivoluzione culturale è off-limits. Quando non si ha nessuna storia a cui guardare indietro per le sue persone, cosa succede a quella società? Se non c’è memoria, eccetto la tua esperienza personale. L’abbiamo fatto anche noi, perché abbiamo rimosso dal nostro sistema educativo l’ascoltare delle storie mai raccontate, parte della storia americana che viene narrata nel nostro documentario, The Untold History of the United States, nel 2012. Ed è uno dei lavori di cui sono più orgoglioso come regista e come scrittore. Abbiamo davvero lavorato molto su questa serie e penso che dica molto.

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E’ con un po’ di timidezza che anche noi abbiamo fatto una domanda

– (La domanda fatta da Silvia) Allontanandoci dalla politica, torniamo al festival. Lei è a capo della giuria di un festival incentrato, ma non solo, sul cinema asiatico. Come vede i film asiatici nel mercato internazionale?

Purtroppo finora, non ci sono mai stati crossover negli Stati Uniti, tranne due o tre volte, con La tigre e il dragone e altri film. Bei film che meritano molto di più. Purtroppo perché siamo impazienti, forse non istruiti, non ci piacciono i sottotitoli. Francamente amo i sottotitoli, perché imparo, amo leggere, ma non è una pratica popolare. Mi dispiace. C’è stata una grande tendenza commerciale che era naturalmente la Kung Fu Wave negli anni ’70 con Bruce Lee fuori dalla Cina, facevano tanti soldi, non tanti tanti ma comunque tanti. Non c’è stato alcun segno di vita, ad eccezione del lato critico e artistico, le persone possono vederli (film asiatici) nelle grandi città, talvolta, ma francamente con internet e le nuove possibilità, le piattaforme, i media, è possibile trovare vari modi per vedere film prodotti in Asia.

“Il mio solo consiglio a qualsiasi produttore asiatico è quello di di mettere i sottotitoli in inglese. Per favore, qualunque cosa. Non importa, perché ho visto molti film meravigliosi senza sottotitoli.”

 

 

*photographs provided by the Public Relations team of 22nd Busan International Film Festival ©
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    Articolo di: Silvia Crippa

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