BUSAN INTERNATIONAL FILM FESTIVAL 2017 – I VINCITORI

Il nostro primo Busan International Film Festival si è concluso, abbiamo ancora qualcosa in serbo per voi, interamente dedicato alla nostra amata Corea, ma dovete attendere ancora alcuni giorni, tempo che la nostra Silvia si riprenda da questi giorni folli fatti di film ed incontri importanti.

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Quest’anno il festival ha presentato un totale di 300 film, di cui 99 erano prime mondiali e 31 prime internazionali, le pellicole provenivano da ben 76 paesi diversi. Il festival dopo gli ultimi due anni di difficoltà, anche a causa delle pressioni politiche del governo scorso, quest’anno ha avuto un’ottima affluenza, ben 192.991 spettatori, ovvero il 14% in più degli anni passati.

Ecco i vincitori dei questa ventidueseima edizione.

New Currents Award

After my dead di  Kim Uiseok  (Corea del Sud)after-my-death

Trama:
Quando una giovane ragazza scompare si pensa subito ad un suicidio, ma non si trova né un corpo né, tanto meno, alcuna prova a favore di questa tesi. Il giorno quando Yeong-hui, arriva a scuola scopre di essere l’ultima ad aver visto la compagna in vita e dopo alcune congetture sia a scuola che la madre della giovane credono sia Yeong-hui ad aver spinto al suicidio la ragazza; non importa quanto la giovane neghi la sua colpevolezza, la comunità ha già deciso.’After my death’ mostra come la voglia di trovare un colpevole in certi casi supera anche la realtà, il giudizio dell’opinione pubblica, a volte, accusa innocenti solo per aver un colpevole.

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Blockage di Mohsen Gharaei (Iran)

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Trama:
Gashem è un poliziotto a Tehran; il suo temperamento lo porta spesso a finire nei guai, dopo essere stato visto prendere bustarelle la sua situazione lavorativa si complica ulteriormente. Il suo sogno è quello di comprarsi un suo camioncino per mettersi in proprio con i soldi che sua moglie ha ricevuto in eredità dai suoi genitori, impedendo in questo modo il sogno della donna di lasciare la casa dei suoi genitori con quei soldi. Il film mostra i giorni di vita di Gashem e il modo in cui l’uomo riesce sempre a trovare escamotage per scamparsela perdendo di vista però le cose importanti. Il conflitto che Ghasem ha con suamoglie rivela lla realtà della società iraniana odierna, la sua condizione economica e la realtà che gli iraniani affrontano tutti i giorni.

 

 

Kim Jiseok Award

Malila: The Farewell Flower di Anucha Boonyawatana (Tailandia)

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The Scythian Lamb di Yoshida Daihachi (Giappone)

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trailer del film:

BIFF Mecenat Award (menzione speciale della giuria)

Soseongri di Park Baeil (Corea)
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Un villaggio di soli anziani viene stravolto dalla notizia che verrà installata proprio lì una base missilistica americana, la popolazione del villaggio si ribella perché ricorda molto bene cosa vuol dire stare in guerra e non vuole rischiare di soffrire ancora. Col motto “Go THAAD and Come, Peace” Park Baeil vuole lanciare un messaggio molto chiaro di pace.

Sennan Asbestos Disaster di Hara Kazuo (Giappone)

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Il documentarista Hara Kazuo ha documentato la vita delle vittime di avvelenamento da amianto nell’area di Sennan di Osaka per più di dieci anni. Alcune vittime e le loro famiglie erano coreani andati in Giappone come forza lavoro durante il periodo coloniale; la natura letale dell’amianto è nota al governo che però non ha ancora adottato le necessarie misure di sicurezza. Hara Kazuo ha presentato una denuncia contro il governo giapponese per danni alla persona, combattendo da otto anni in sede legale. Il regista illumina gli spettatori su questa preoccupante e altrettanto triste situazione in modo razionale, mantenendo la visione di un osservatore distaccato senza incoraggiare il pubblico a reagire con rabbia, o empatizzando con le vittime, ma il film lascia, inevitabilmente, anche una profonda forza emotiva. Sono molti casi di persone che muoiono per negligenza e non ricevono risarcimento o condanne in tribunale; basti pensare il disastro del traghetto Sewol, il caso degli umidificatori tossici, e per noi italiani è inevitabile pensare al caso Eternit andato addirittura in prescrizione nel 2014.

Sonje Award

A hand written poster di Kwak Eunmi (Corea)

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Un poster scritto a mano causa a Hyeri e al suo club universitario parecchi guai, tra cui il rischio di una denuncia da parte di un professore, quando la ragazza scopre che a scrivere il poster è un nuovo membro del club è combattuta. Un film che mostra i conflitti interiori di un’attivista universiataria.

Madonna di Sinung Winahyoko (Indonesia)

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Due fratelli, Melati e Ilalang, fanno i pescatori e vivono la loro vita in maniera estremamente umile che li porta a ribellarsi come meglio credono, Melati libera i pesci più piccoli mentre Ilalang vive e scopre la sua sessualità, fino a quando un attacco brutale cambierà la loro vita e li unirà sempre di più.

Actress of the Year Award

 Jeon Yeobeen per After my death (Kim Uiseok) (Corea)

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Actor of the Year Award

Park Jonghwan per Hit the Night (Jeong Gayoung) (Corea)

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Mentre i premi “minori” sono stati:

KNN Award

End of Summer di Zhou Quan (China)

Busan Bank Award

Pulse di Stevie Cruz-Martin (Australia)

Citizen Critics’ Award

Possible Faces di Lee Kanghyun (Corea)

Vision – Director’s Award 

February di Kim Joonghyun (Corea)

Hit the Night di Jeong Gayoung (Corea)

CGV Art House Award

Microhabitat di Jeon Gowoon (Corea)

Busan Cinephile Award

A Free Man di Andreas Hartmann  (Germania, Giappone)

NETPAC Award

February di Kim Joonghyun (Corea)

FIPRESCI Award

Last Child di Shin Dongseok (Corea)

Asian Filmmaker of the Year Award
Suzuki Seijun | Japanese Director

Korean Cinema Award
Christoph Terhechte | Head of Berlin International Film Festival Forum

 

*photographs provided by the Public Relations team of 22nd Busan International Film Festival ©

** ci scusiamo per la mancanza dei sottotitoli nel trailer ma come ha detto Oliver Stone non tutti i film avevano i sottotitoli in inglese.
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    Articolo di: Veronica Croce

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