LA MUSICA AIUTA LA DIPLOMAZIA TRA SUD E NORD

Il 1 aprile si è tenuto al Gran Teatro Est di Pyongyang, in Corea del Nord, un concerto di artisti sudcoreani a cui il leader Kim Jong Un ha preso parte personalmente. Artisti sudcoreani si sono esibiti in passato nella capitale del nord, ma questo concerto ha una particolare valenza simbolica in quanto il primo ad essere organizzato in ben 13 anni e il primo sotto il regime di Kim Jong Un. Tra gli artisti che si sono esibiti davanti a un pubblico nordcoreano di 1500 spettatori, ricordiamo il gruppo k-pop Red Velvet, la cantante Baek Ji Young e Cho Yong Pil. All’evento ha partecipato anche anche Seohyun delle Girls’ Generation in veste di MC.

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La presenza di Kim Jong Un (e consorte) è stata inaspettata: il leader, molto preso dalla sua agenda politica, ha tenuto precisare di essersi liberato appositamente per l’occasione. A non aver partecipato al concerto a causa di impegni inderogabili è stata invece Joy delle Red Velvet, presa dalle riprese del drama “The Great Seducer”. I netizen sudcoreani hanno espresso il loro disappunto nei confronti di questa scelta della SM Entertainment: solo pochi giorni prima Joy aveva sacrificato le riprese del drama prendendo parte ai concerti giapponesi del gruppo, eventi di rilevanza mediatica nettamente inferiore. Tuttavia la scelta di inviare le Red Velvet a rappresentare la Corea del Sud a Pyongyang, seppur “orfane” di una componente, è stata quasi obbligata: in questo momento tra i girl group k-pop di maggior successo sono l’unico a non avere tra le proprie fila membri stranieri.

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Un rappresentante del governo di Seoul ha dichiarato che la scelta non è ricaduta sui BTS, che nell’ultimo anno hanno ottenuto un successo senza precedenti negli Stati Uniti, a causa di incompatibilità con la loro schedule. Secondo quanto riportato dal Korea Times sembrerebbe invece che il Nord si sia opposto a un’eventuale partecipazione di PSY: lo spirito di libertà trasmesso nella sua musica è stato giudicato da Hyon Song Wol, cantante di punta del regime e leader della Samjiyon Orchestra, “incompatibile con il sentimento del popolo nordcoreano”.

Non sono ancora stati diffusi video estesi delle esibizioni, ma secondo quanto rilasciato a caldo dalle Red Velvet il pubblico nordcoreano sembrerebbe averle accolte con molto calore, applaudendo e persino cantando con loro. Questo appare particolarmente bizzarro se si pensa che la diffusione di materiale audiovideo non proveniente dal regime e considerato “di degradante influenza capitalista” viene punita anche con la morte. Secondo quanto riportato dal ministro della cultura sudcoreano Do Jong-hwan, Kim Jong Un ha manifestato grande interesse durante le esibizioni e ha persino posto domande su alcuni vocaboli contenuti nei testi delle canzoni. Ad oggi infatti la lingua delle due Coree presenta alcune differenze, specie per quanto riguarda neologismi e vocaboli derivati dall’inglese che al nord non vengono utilizzati.

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Al termine del concerto, intitolato “Spring Comes”, il capo di stato nordcoreano ha incontrato gli artisti e li ha ringraziati per “il regalo fatto al popolo di Pyongyang”, auspicando che scambi culturali e artistici come quello del 1 aprile possano avvenire con maggiore frequenza.

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Alcuni esperti di politica sospettano tuttavia che dietro l’apparente cordialità dello ‘spietato dittatore’ Kim Jong Un si celi in realtà un tentativo di intenerire Seoul e Washington (ottenendo sanzioni internazionali meno pesanti) e al tempo stesso di prendere tempo per il perfezionamento del piano nucleare nordcoreano. Kim Jong Un incontrerà il capo di stato sudcoreano Moon Jae-in il 27 aprile e il presidente americano Donald Trump nel mese di maggio.

 

TG NORD COREANO:

TG SUD COREANO (versione internazionale in inglese):

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    Articolo di: Caterina Carnevale

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