INTERVISTA ESCLUSIVA A KIM JOONG HYUNG E JO MINYEONG

Una ventilata mattina di ottobre, un sole un po’ debole, minacciato da nuvole grigiastre che sorvolano la spiaggia di Haeundae, a pochi passi dal BIFF Village, una delle sedi del Busan International Film Festival 2017. Io, il regista Kim Joonghyun e l’attrice Jo Mingyeong ci ritroviamo davanti a un caffè bollente di una nota marca americana, pronti, dopo il momentaneo imbarazzo iniziale, a parlare di February (이월), il loro film. 

“proprio come la protagonista del mio film, certe persone non riescano a vedere gli altri, vedono solo sé stessi.”

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A febbraio la vita non è ancora ricominciata, fa freddo, in alcune aree della terra vi è pure ancora la neve. Febbraio trasmette un senso di solitudine, e Mingyeong non ha nessuno con coi condividere la propria vita. È sola. Ruba, lo fa per sopravvivere, ma anche questo non basta. Deve prendersi cura del padre ma non può pagarsi l’affitto. Allora cerca un nuovo posto dove vivere. Dopo un breve soggiorno da un’amica, anch’essa con problemi, chiede aiuto a uomo con il quale ha fatto sesso in cambio di soldi. L’uomo vive con il figlio, il quale, si affeziona talmente tanto a Mingyeong da volerla come proprio madre e anche lei ricambia l’affetto. Ma le scelte sbagliate sono sempre in agguato per la giovane donna.

[Part.1 A tu per tu con: KIM Joonghyun]

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-Perché ha deciso di raccontare una storia così difficile?

Non è una storia difficile, però è una situazione difficile per la protagonista, questa sì. Lei è povera. Ho un amico così. Quelli a cui piace criticare avrebbero detto ‘Devi lavorare, devi fare questo.’ Questo amico quando era sulla ventina era proprio come Mingyeong, la sua vita di allora può rispecchiarsi in quella della protagonista. Era povero e viveva in modo difficile. A quel tempo, anch’io vivevo uno stile di vita simile e riuscivo a comprenderlo. Perciò ero interessato a vedere la vita, a sperimentarla, tramite il punto di vista di Mingyeong, non voglio criticarla, voglio solo dirle ‘Ti vedo. Non devi fare scelte sbagliate.’ È uno sguardo benevolo, verso Mingyeong e le persone come lei, persone sole. Penso che, proprio come la protagonista del mio film, certe persone non riescano a vedere gli altri, vedono solo sé stessi. Voglio dare conforto e consolare questo tipo di persone. ‘Vi vediamo [siamo con voi], non siate giù di morale!’

-Le scelte di vita di Mingyeong continuano ad essere quelle sbagliate, ma secondo lei quanto contribuisce la società nelle sue scelte?

No, non penso che la società influisca nelle sue scelte. Mi sono concentrato sulle scelte delle persone, non sulla società. Seguo solamente la sua vita, mentre la società ne fa da sfondo. Mi domandavo ‘E se fossi Mingyeong? Che cosa farei?’. Ci sono problemi personali, ma sono esclusivamente le sue scelte, non quelle della società o dettate da essa.

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-Perché ha scelto lei, Jo Mingyeong, come attrice principale?

Sono un suo professore, Mingyeong è una mia alunna. Insegno al Seoul Institute of the Arts, la mia lezione è ‘making graduation film’. Dunque, per poter partecipare al mio corso, bisogna passare un’audizione. Lei non ce l’ha fatta, il che significava non poter frequentare il corso. Ma sono comunque rimasto molto impressionato dal suo modo di recitare e dalla sua audizione. Anche se non è passata, dopo la cerimonia indetta all’istituto, mi si è avvicinata e mi ha chiesto di darele una spiegazione sul motivo del suo essere stata scartata. Dopo averglielo spiegato le ho chiesto se voleva fare un film con me, avrebbe dovuto venire a lezione, e se non fosse stata interessata avrebbe potuto fare a meno di venire. Lei si è presentata. Ho pensato a lei mentre scrivevo la sceneggiatura. Il perché è semplice. A quel tempo le piacevano molto i videogiochi e passava ore e ore a giocarci, anche la notte così, il giorno seguente, quando veniva a lezione aveva una faccia stanca, scura. Era perfetta.

-Questa al BIFF è la World Premiere di February, quando uscirà nelle sale cinematografiche il film?

L’uscita al cinema non è stata pianificata, non lo sappiamo. Speriamo sia l’anno prossimo. Per il momento, abbiamo iniziato qui [al BIFF]. Il film sarà anche in competizione al Seoul Indie Film Festival. Hanno pubblicato la lista ufficiale poco tempo fa.

-Il film è stato finanziato per la post produzione dall’Asian Cinema Fund, questa è stata un’ottima opportunità, cosa ci riserva il futuro?

Per ora sto scrivendo una sceneggiatura, però non per un film indipendente, per uno commerciale per una casa di produzione. Però non sono molto veloce nel farlo. Hong Sang-soo ogni hanno fa sempre molti film, ha molte storie e, seguendo il suo esempio, anch’io voglio fare molti film e scrivere molte sceneggiature. February è il primo film in cinque anni, voglio fare il prossimo il più presto possibile, sia commerciale sia più personale.

[Part.2 A tu per tu con: JO Mingyeong]

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-In che modo ti sei preparata per il personaggio di Mingyeong?

Il regista mi ha consigliato alcuni film da vedere. Mentre li guardavo, dovevo concentrarmi su ogni scena. Durante la pre-produzione io e il regista abbiamo passato tante ore a parlare del personaggio di Mingyeong in modo da preparami al meglio. Mi chiedeva sempre tante volte ‘Mingyeong, che cosa vedi?’. Ne discutevamo tanto [di Mingyeong], durante le riprese, ogni giorno. Quando ero in dubbio, gli domandavo ‘Perché Mingyeong sceglie di fare questo e quell’altro?’ e grazie alle sue spiegazioni ho potuto capire e comprendere questa giovane donna, riuscendo a prepararmi al meglio.

-Mingyeong è un personaggio abbandonato a sé stesso, come ti sei sentita ad interpretare una donna così sola?

Credo di avere qualcosa di simile a Mingyeong nel mio cuore, seppur in minima parte. Dopo aver finito di girare il film, mi sono sentita una nuova persona, come un criminale. Provavo cose simili e la capivo. Ho continuato a pensare ai motivi dietro le sue scelte. ‘Perché Mingyeong ha fatto questo?’.

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-Hai riscontrato delle difficoltà durante le riprese?

Tutto, tutto era difficile. [Ride] È stata la mia prima esperienza recitativa in un film. Non sapevo dove guardare, quale fosse la giusta posizione per la macchina da presa, quali fossero le emozioni di Mingyeong nella storia. Inoltre, la comunicazione con Park Siwan, il bambino nel film, è stata un po’ difficoltosa. Ero preoccupata a dover recitare con lui. Ma ora io e Siwan siamo migliori amici.

Anche la continuità è stata difficile. Ciò a cui mi riferisco è il fatto che il film non sia stato girato in ordine ‘cronologico’.

-Sei un’attrice molto giovane, hai già qualche nuovo progetto nel prossimo futuro?

Voglio fare film, un pochino meglio di questo, nel senso che voglio fare film più felici, vivaci, magari una commedia romantica o essere una donna assassina. Voglio interpretare un personaggio speciale, non una persona normale o ordinaria.

Ma non voglio dimenticare di ringraziare la responsabile della casa di produzione (Movie Rock), che mi (e ci) ha aiutato traducendo domande e risposte per facilitarmi la comprensione e per avere un’intervista senza intoppi!

I saluti di Jo Mingkyoung ai fan del BIFF:

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    Articolo di: Silvia Crippa

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