LEE BYUNG HUN PARLA DEL RAZZISMO AD HOLLYWOOD

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Ieri abbiamo parlato di una delle attrici coreane più famose al mondo, e ora per par condicio parliamo di Lee Byung Hun, senza dubbio l’attore coreano, attivo sia in Corea che in America, più famoso al mondo.

In una recente intervista, per il sito coreano Dailan, l’attore protagonista del remake dei “Magnifici 7” insieme ad superstar americane del calibro di Denzel Washington e Chris Pratt ha dichiarato di essersi sentito spesso a disagio nei periodi di lavoro negli Stati Uniti.

Non voglio fare nomi, ma mentre lavoravo ad Hollywood, ci sono stati alcuni colleghi che a fatica mi guardavano in faccia perché sono asiatico. Ho cercato di presentarmi in maniera cordiale, porgendo la mano per una semplice stratta di mano, ma sono stato totalmente ignorato. Tanto che non ho mai stretto loro le mani finché non abbiamo finito di girare” ha dichiarato “Non sono deluso ma proprio arrabbiato per come sono stato trattato in alcuni momenti” ha aggiunto con una punta di rammarico.

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Durante l’intervista ha espresso anche il suo rammarico per quanto riguarda più in generale il problema del casting che persiste ad Hollywood “Hollywood non è cambiata così tanto; sono stato in un coffee shop per un caffè e un barista mi si è avvicinato chiedendomi ‘Sei una star del cinema?’; in quel momento mi sono sentito lusingato perché finalmente sono stato riconosciuto per il mio lavoro. Ma inaspettatamente, mi ha detto che gli ero piaciuto nel film ‘Una Notte da Leoni’. Quello è stato il momento in cui ho realizzato che per gli occidentali, noi asiatici, siamo tutti uguali“.

Probabilmente è vero che qui in occidente molti vedono gli asiatici tutti uguali, ma ci vuole molta fantasia nel vedere Ken Jeong e Lee Byung Hun anche solo lontanamente simili.

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Tornando sui suoi colleghi ha aggiunto “Per loro, io ero un semplice attore straniero che non parlava inglese correttamente. A volte avrei voluto confrontarmi con loro, ma sapevo che le differenze culturali e linguistiche sarebbero state una barriera per dire le cose come avrei voluto. Ora però le cose sono cambiate e  voglio vedere quanto questi colleghi potranno andare avanti con le loro idee”  l’attore, dopo tutte queste esperienze non proprio positive dice di essersi abbastanza abituato a questo trattamento.

Ho sempre sempre sentito questo senso di distanza con gli attori occidentali , dopo tutto questo tempo, però, mi sono abbastanza abituato a questo trattamento, e sono quasi giunto alla conclusione che questa sia una sorta di missione quella di creare un ponte tra attori orientali e occidentali (ndt ovviamente si riferisce agli attori asiatici non americani, ma che come lui lavorano in USA solo per pochi progetti) ” la sua intervista si conclude parlando del futuro “non ho ancora intenzione di rinunciare ad Hollywood, voglio ancora lavorare in molti progetti e combattere questi pregiudizi

Questa intervista è molto coraggiosa, ma c’è da ammettere che in Corea non tutti sono così aperti agli stranieri, quindi questo discorso che mostra comprensibilmente la frustrazione dell’attore se si volesse allargare anche in altri settori sarebbe molto più complicato.

Ci auguriamo, tuttavia, che Lee Byung Hun riceva un trattamento migliore e anche ruoli meno stereotipati.

Suggeriamo, se non l’avete ancora visto, di guardare l’ultima fatica americana di Lee Byung Hun “I Magnifici 7

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    Articolo di: Veronica Croce

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