[EDITORIALE – HALLYU] LA GUERRA DEI GIRL GROUP: GIRL'S GENERATION Vs. 2NE1

Articolo di Caterina Carnevale

Con l’uscita di scena di Kara e Wonder Girls (per lo meno ‘così come le abbiamo conosciute’) è più chiaro che mai, che il titolo di gruppo femminile nazionale coreano se lo contendano Girl’s Generation e 2NE1.

Le Girls’ Generation debuttano con successo e tante polemiche nel 2007, ma è nel 2009 che la loro popolarità esplode grazie a Gee. Dopo aver fatto ballare tutta la Corea (e volendo a tutto il mondo) le fidanzatine di Corea sembrano non sbagliare un colpo, ma anche se le performance sono sempre impeccabili, non sono pochi gli alti e bassi dal punto di vista della qualità musicale. Viene spontaneo chiedersi ‘se qualcun altro avesse cantato questa canzone avrebbe avuto lo stesso successo?’.

Le 2NE1 vengono lanciate nel 2009 come esatto opposto delle Girls’ Generation sia nell’immagine che nel sound, un’idea originale e ampiamente emulata negli anni successivi.
Dominando le classifiche digitali ad ogni release, nell’arco di pochissimo tempo le 2NE1 si sono affermate come uno dei gruppi più rilevanti e interessanti dell’intera scena musicale coreana. Il tallone d’Achille del fortunato quartetto è però il management; l’assenza praticamente totale di apparizioni televisive e release troppo sporadiche, spesso solo nella forma di singoli digitali, sono state causa di un calo di popolarità del gruppo, che però non ha alcuna intenzione di farsi da parte.
Veniamo a noi, le Girls’ Generation annunciano con interessanti foto promozionali il tanto atteso comeback per il 19 febbraio (con release fisica dell’album il 24). Non tarda, due giorni dopo, l’annuncio del CEO della YG Entertainment di un comeback delle 2NE1 proprio il 24 febbraio, pubblicizzato (da lui e solo da lui) come ‘la guerra dei girl group‘. Se ai media piace tanto menzionare ad ogni occasione possibile la presunta rivalità tra i due gruppi, ai tanti fan di entrambe le parti la cosa non è garbata affatto.
Oltre ad essere, volendo, un gesto di mancata fiducia del CEO YG verso il suo unico gruppo femminile il far combaciare le release (anche se solo apparentemente, dato che le Girl’s Generation avrebbero rilasciato il digitale la settimana prima delle 2NE1) poteva rivelarsi una mossa azzardata per le 2NE1.
Chi segue k-pop sa però che le date di uscita non vengono praticamente mai rispettate e per i più interessanti motivi (dati corrotti e necessità di RIFILMARE scene del MV da una parte e desiderio di rendere la release più MEMORABILE facendola coincidere con il compleanno di un membro dall’altra), così, le Girls’ Generation hanno rilasciato il mini-album il 24 e le 2NE1 il 26. Fingiamo di ignorare che in realtà l’album delle Girls’ Generation era disponibile su iTunes dal 19 e mentre tutti gridavano Beyoncè, ahimè si trattava solo di una svista e con conseguente e quasi imminente rimozione dell’album il giorno 21.

Le Girls’ Generation presentano Mr.Mr. il loro quarto mini album (6 tracce) contro il secondo studio album delle 2NE1, Crush (10 tracce, tra cui la versione coreana di un singolo giapponese e una versione unplugged).

Come da tradizione Girls’ Generation, Mr. Mr. è senza dubbio la traccia più interessante di un mini-album non molto coeso e anche se non immediatamente di impatto (o fastidiosamente orecchiabile che dir si voglia) come il precedente singolo I got a boy, è chiaro che si tratta di un pezzo estremamente curato. Particolarmente atipico il break strumentale che sembra uscire da un brano di un boy group e precede gli ultimi strepitosi 40 secondi che fanno l’occhiolino agli anni 80, trainati dalla voce potente della sempre eccezionale Taeyeon. Il resto del mini-album è un susseguirsi di tracce più (Europa e Wait a Minute) o meno (Goodbye e Back Hug) dimenticabili, con l’eccezione di Soul versione coreana dell’unico digital single cinese del gruppo, colonna sonora di un videogioco. Seguendo le Girls’ Generation praticamente dagli albori, posso dire che è forte l’impressione che le tracce degli album siano, con rare eccezioni, dei tappabuchi totalmente nell’ombra di title track molto potenti. Sfortunatamente è un problema comune a molti artisti della stessa casa discografica, anche se lo scorso anno in SM Entertainment la qualità musicale degli album ha toccato forse i suoi picchi di massima.

 

Letteralmente tutt’altra musica è quella delle 2NE1.
Un album più cupo e maturo, che forse deluderà chi si aspettava di ballare, ma che sicuramente non ha lasciato insoddisfatti i fan.
Ad aprire l’album è Crush che può essere definita l’evoluzione di Fire che incontra I am the best, ma risulta abbastanza caotica, psichedelica e meno riuscita delle sopra citate, a mio avviso Crush è l’anello debole dell’album, segue Come Back Home, una delle due tracce che verranno promosse nei programmi musicali; il sound è sofisticato e molto particolare, molto interessanti sopratutto le sonorità reggae delle strofe dove come sempre si distingue per i bellissimi bassi la sottovalutata voce di Minzy, credo che Come back home sia destinata a diventare uno dei classici del repertorio delle 2NE1. La terza traccia dell’album è il secondo singolo Gotta be you, più veloce e dance ma sempre con una vena malinconica che caratterizza tutto l’album, le ballate If I were you, Good to you e Baby I miss you esaltano le doti vocali del quartetto, in particolare le ultime due, dalle sonorità R&B; la voce della lead vocalist Bom dal colore unico, è semplicemente perfetta per questo genere musicale, ma trova il suo posto anche la voce più debole e delicata di Dara.
Il solo di CL MTBD è uno dei punti di forza dell’album e dimostra per l’ennesima volta come CL sia una delle poche rapper credibili del panorama K-pop.
La solo traccia apparentemente allegra Happy sembra uscita da un album di Taylor Swift ed è l’ennesima sperimentazione stilistica del quartetto, forse non riuscitissima, ma comunque piacevole all’interno dell’album.
Ho trovato abbastanza strana la scelta di includere la versione coreana di Scream dopo due anni dall’uscita in giapponese lasciando fuori dall’album i singoli coreani I love you, Falling in love e Do you love me.

 

Tirando le somme, Crush è un album molto valido, coerente e si aggiudica sicuramente il primo round in questa famigerata ‘guerra‘.

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Con questo articolo Mugunghwa Dream da il benvenuto il famiglia a Caterina Carnevale che si occuperà per noi di musica, essenzialmente Hallyu.

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    Articolo di: Veronica Croce

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