[WHAT HAPPENED IN KOREA] INTERVISTA A MIYAVI (ITA/ENG)

Poche ore prima dell’inizio del suo concerto a Seul, ho avuto l’opportunità di incontrare e intervistare personalmente Miyavi. Artista di fama internazionale e sostenitore dei diritti umani, sono stata rapita dalla sua gentilezza, umiltà e fascino. Miyavi è una personalità unica che in tutti questi anni dopo il suo debutto ha sviluppato il suo stile, musicalmente ed esteticamente parlando, dando sempre qualcosa di nuovo e interessante ai suoi fan.

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Di seguito c’è la conversazione che abbiamo avuto riguardo il suo tour, la musica e i rifugiati. Pensavo di essere una persona che parla molto ma lui sicuramente mi ha battuto!

Silvia – Il concerto di stasera è il primo concerto all’estero (fuori dal Giappone) del tuo [DAY2] World Tour 2018. Come ti senti riguardo a questo concerto a Seoul?

Miyavi – Alla grande. Eccezionale. In coreano 최고 [Pronunciato cego in italiano. n.d.t.]. Perché questo è il mio settimo World Tour e, come hai detto, è il primo concerto in Asia quest’anno. Sai, ci sono un nuovo suono, una nuova visione, che sarà quindi una nuova esperienza per il pubblico, è una sfida, fare nuove cose e sono così felice di essere qui per condividere questo momento con il pubblico. Non è facile andare avanti e sfidare nuove cose, ma penso che ne valga la pena e questo è ciò che i miei fan vedranno stasera. Sono così così entusiasta.

Silvia – Questa non è la tua prima esibizione in Corea, cosa ti aspetti dai fan coreani e da quelli internazionali che parteciperanno?

Miyavi – Passione. Questo è tutto. Questa è la mia responsabilità, condividere l’entusiasmo con il pubblico. In modo che le persone possano dimenticare qualsiasi sentimento negativo derivante dalla loro vita quotidiana. Soprattutto, nel momento in cui diamo il massimo insieme, possiamo mostrare che possiamo superare la barriera linguistica. Questa è la Corea… Singapore, Hong Kong, l’Italia, andiamo oltre la lingua. La musica è un linguaggio universale e quella musica ci connette. Ci unisce. Quindi è davvero significativo continuare a farlo e mostrare agli altri che questo è il modo, che questo è un altro modo in cui le persone possono unirsi. Come Ambasciatore per l’UNHCR, ci sono molti conflitti in tutto il mondo ma penso che nella musica, naturalmente, ci sia energia, e possa far divertire i bambini rifugiati con la musica ma allo stesso tempo la musica può essere usata per qualcosa che ci faccia unire. Quindi ad ogni serata [dei concerti] è davvero importante mostrare tutto ciò che possiamo fare con la musica.

Silvia – Hai appena menzionato il tuo ruolo di ambasciatore. Sei stato nominato Ambasciatore di Buona Volontà dell’UNHCR [Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. N.d.t.] nel novembre 2017, il primo dal Giappone. Hai anche visitato il Bangladesh, precisamente i rifugiati Rohingya. Ma sei già attivo in questi campi da alcuni anni. Qual è la ragione che ti ha motivato a dedicarti a questa attività sociale e come pensi che la tua nomina ad ambasciatore possa influenzare sia i rifugiati che il resto del mondo?

Miyavi –  Innanzitutto, non avevo alcuna conoscenza o esperienza riguardo la crisi dei rifugiati prima di incontrare Angie, Angelina Jolie, specialmente prima dell’UNHCR. Lei ha combattuto ed è stata attiva per oltre 15 anni e ha un ruolo così importante per l’UNHCR e la crisi dei rifugiati. Sono stato influenzato e ispirato da lei, da quanto continui a sostenere la causa. Poi, per quanto riguarda la motivazione per questo ruolo, il primo momento in cui sono andato in un campo profughi, ero davvero spaventato perché non ne avevo esperienza e in realtà non avevo altro che la chitarra. Appena ho suonato la chitarra ho visto lo splendore, la luminosità negli occhi dei bambini. Sono stati ispirati e poi io sono stato ispirato a mia volta da loro e dopo mi sono reso conto che “C’è un ruolo che posso fare con la musica. La musica può fare qualcosa”, almeno può ispirarli, farli sognare, emozionare, dare speranza. Anche dopo essere tornato dal campo profughi, ho ricevuto e-mail dallo staff locale dell’ONU e hanno detto che alcuni dei bambini hanno iniziato a dire che volevano essere rockstar. È questo. Anche se non saranno rockstar, almeno sono stati motivati ​​e poi sono stato motivato da loro. Per me, come ambasciatore dell’ONU, non importa, quello che fai è lo stesso, essere lì e sperimentarlo e testimoniarlo e poi ispirarsi, esprimere e diffondere, pensare e fare in modo che le persone abbiano un’opportunità di pensare e, infine, agire. Questo è tutto. Non importa se sono stato nominato come ambasciatore, ma quando mi sono esibito al Premio Nansen per i Rifugiati l’anno scorso, 2 ottobre, organizzato dall’ Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati dal 1954 e ogni anno vengono premiate persone che si dedicano davvero alla crisi dei rifugiati. Ho avuto l’opportunità di esibirmi alla cerimonia; sul palco, mi sono esibito con i ragazzi delle scuole internazionali locali a Ginevra e in quel momento ho visto che abbiamo sbalordito il pubblico, composto da persone che sì sono interessate alla questione dei rifugiati, ma questa gente non vive in un campo, al di fuori del mondo. Ma l’ho visto, ho visto che siamo andati alla grande e che siamo stati in grado di diffondere messaggi a quelle persone, fuori dal campo profughi. Ho pensato “Anche questo è qualcosa che posso fare!”, questo è anche il ruolo che la musica può fare. E poi, quella notte, ho deciso di essere un ambasciatore e anche l’UNHCR lo ha capito. L’abbiamo capito tutti: “Miyavi è pronto per questo ruolo!”. E questa è la storia di come Miyavi divenne un ambasciatore. Ora mi sento più responsabile e motivato a diffondere un messaggio. La musica non può salvare le persone in un campo di battaglia, anche se ho una chitarra non posso combattere con persone che hanno armi ma potremmo essere in grado di fermare le persone che uccidono. Sai, si tratta di persone. Questo è il ruolo importante della musica, basta diffondere un messaggio su quanto sia importante rendere questo mondo migliore e pacifico perché non possiamo apprezzare la musica senza un mondo pacifico. Se è caotico, non possiamo neanche gradire la musica, per esempio. Dovremmo apprezzare che possiamo goderci di più la musica e anche pensare sul perché siamo qui, “Qual è il tuo ruolo?”. Ogni persona ha un ruolo, io faccio musica ma tu [rivolto alla sottoscritta, Silvia. n.d.r.] fai i tuoi media, diffondi messaggi e senza di te non posso diffondere le mie parole. Ho anch’io i miei social media privati ma tu sai cosa intendo, tu hai le tue piattaforme e hai diffuso la mia parola, la quale va poi in giro. Questo è il concetto base di persone che hanno un ruolo, ruoli diversi, e ci riuniamo e facciamo un cambiamento, un cambiamento umano, e creiamo un ponte per trasmetterlo alle nuove generazioni. Ho due figlie, non ho ancora pubblicato questo video, ma una di loro ha tenuto un discorso, era a Los Angeles ma era in lingua giapponese. Ha parlato del mio lavoro come ambasciatore, ha detto “Ragazzi, sapete chi sono i rifugiati? I rifugiati sono persone che hanno dovuto lasciare la loro casa a causa del conflitto o della guerra. Mio padre li sta aiutando come ambasciatore. Mio padre è sempre in viaggio, quindi è sempre molto lontano da noi, ma voglio dirgli ‘Ottimo lavoro e grazie’” e poi ha continuato dicendo “Mi piacerebbe diventare qualcuno come papà e aiutare le persone e ispirarle!” Questa è la sua vita e siamo sicuri al cento per cento che la sosterremo nelle sue decisioni. Il punto è che dobbiamo influenzare le prossime generazioni. E ora ho una missione da svolgere, svolgere questo ruolo, questa missione in modo cool. Prima di diventare un ambasciatore mi comportavo in modo davvero formale perché questo è un problema serio, quindi ho cercato di essere formale, ho cercato di essere semplice, di essere ‘diplomatico’ nel mio ruolo. In realtà, ho iniziato a pensare che è davvero importante essere lì come una rockstar in modo che i miei fan o le giovani generazioni possano trarre ispirazione e possano pensare “Questa è una cosa cool da fare!”. Non ho mai pensato o previsto di trovarmi in un campo profughi con un cappello azzurro, una maglietta bianca e tatuaggi dappertutto. Non mi sarei mai aspettato che sarei stato in campo come ambasciatore e in realtà non pensavo fosse bello prima di iniziare a farlo. Ma ora è così che interpreto il mio ruolo e se riesco a farlo in un modo cool le giovani generazioni, e anche i miei fan, penseranno “Questo è forte!”, che il lavoro e le attività umanitarie sono fantastici, così che più persone si uniranno a noi. Questa è una missione davvero importante e ci sono molte cose che possiamo fare!

Silvia – Riguardo a quello che hai appena detto su tua figlia, sono sorpreso perché entrambe le tue figlie sono giovani, sono delle bambine. Certo, sei suo padre ma è incredibile il modo in cui tu l’abbia motivata, si è ispirata a te. E come tua figlia, sono sicura che molte altre persone siano ispirate da te e lo saranno nel futuro. Anch’io, come fan, apprezzo queste attività che stai facendo, condivido la consapevolezza di queste persone che vivono nello stesso mondo di noi perché sono qui con noi e sarebbe bello se tutti potessero aiutarli.

Miyavi – Questa è la nostra responsabilità. Sono forti, persino più forti di noi. A volte le persone mi chiedono perché affronto questo problema, perché anche il Giappone ha molti problemi, anche la Corea, l’America, l’Italia. Naturalmente individualmente abbiamo problemi nei nostri paesi. Ma come uno dei paesi in tutto il mondo che fa parte di questo pianeta, siamo responsabili di affrontare questo problema, un problema globale e anch’io, come artista globale che fa sempre tour in tutto il mondo, e anche alcuni dei miei fan, che sono di altri paesi e sono anche rifugiati. Alcuni dei miei fan in Italia o nel Regno Unito hanno detto che i loro genitori sono rifugiati. Quindi siamo molto vicini e penso che influiscano sulla nostra vita quotidiana. Dobbiamo occuparci di loro, della questione fondamentale, del conflitto, del perché la gente continui a combattere. Penso che siano tutti paesi, Giappone, Italia, Corea, America e ovunque, siamo stati coinvolti in quel problema di base nella storia passata, ora sembra che viviamo in modo pacifico. Ovviamente è importante proteggere il tuo diritto come Paese, hai bisogno di proteggere i tuoi cittadini, ecco perché sono stato davvero onorato di essere stato in grado di raggiungere il quartier generale delle Nazioni Unite a New York. La gente dice che l’ONU non sia perfetta, lo so, ma è una cosa umana, fatta dagli umani, nessuno è perfetto ma penso che l’idea di avere una regola, una regola globale sia davvero importante. Stiamo vivendo su questo pianeta, dobbiamo rispettarlo e abbiamo bisogno di avere una regola per condividere questo pianeta. Non possiamo continuare a distruggerlo o portarlo via alle persone. Localmente funziona l’invadere ma a livello globale non dura, non possiamo continuare a farlo, dobbiamo pensare all’ambiente e anche ai diritti umani, pure alle risorse. Ci sono molte cose di cui dobbiamo occuparci e non abbiamo il tempo di continuare a combattere l’un l’altro, quindi la crisi dei rifugiati è una parte importante di questo. È il risultato di errori umani, è un disastro umano, non è un disastro naturale, e questo è ciò che dobbiamo risolvere. C’è una soluzione, ne sono sicuro, perché l’abbiamo creato noi, il che significa che dovremmo essere in grado di risolverlo e che la chiave non è combattere, ma condividere. [Riferendosi al bicchiere d’acqua davanti a lui] C’è acqua ma la gente sta combattendo per quest’acqua. Certo, abbiamo tutti sete, ma quindi come ci dividiamo l’acqua? Prenderemo un altro bicchiere e possiamo condividerla o semplicemente bere dallo stesso bicchiere, bisogna solo trovare un modo per condividere. Questa è accettazione, non è facile da fare, è facile dirlo, ma questa è la cosa fondamentale, la Madre Terra è solo una, non possiamo fuggire da qui, per ora, il che significa che dobbiamo trovare un modo per condividere l’ambiente, le risorse.

Un’altra cosa, ho bisogno di parlare di musica. Il brano “Long Nights” appena uscito in digitale, abbiamo un featuring con Sonita, originaria dell’Afghanistan. È una donna forte e io, come chitarrista, ho provato a suonare con la chitarra e ad esprimermi come chitarrista. Anch’io canto ma volevo concentrarmi a suonare la chitarra ed esprimermi con la chitarra ed è davvero importante avere un’artista come lei, che ha preoccupazioni e anche lei l’ha sperimentata nella sua vita e lei ha resistito. Sta ancora combattendo. Le sue parole sono davvero forti. Abbiamo deciso di pubblicare “Long Nights” includendo la sua lingua locale, il farsi. So che non è facile da capire ma le espressioni sono davvero forti e quindi è anche importante essere in grado di essere flessibili per continuare a proporre il nostro prodotto nel mercato digitale. Sono così onorato di poter pubblicare questa canzone come primo prodotto in questo progetto, pubblicato mensilmente. E abbiamo anche la collaborazione con la grande artista Sonita con il suo forte spirito e questo è il nostro ruolo per diffondere le sue parole e condividere la consapevolezza. Questo è il modo in cui vogliamo e penso che sia davvero importante mescolare tutto, la cultura e il lavoro umanitario. Voglio che le persone vedano e sentano qualcosa e poi possiamo fare rock insieme e rendere luminoso il futuro.

Grazie mille!

Silvia – Grazie mille. Voglio fare un commento sul fatto che Sonita canti in farsi. Credo che cantare nella tua lingua, anche se persone di altri paesi potrebbero non capirti, tu riesca ad esprimere più sentimenti. Mi piace molto e lo apprezzo anche.

Miyavi – Questo è un buon commento. Ovviamente, poiché il tuo cervello è ben collegato alla tua lingua locale, è per questo che è facile e puoi esprimerti senza pensare.

Silvia – E le persone possono anche capire queste sensazioni, anche se non capiscono le parole o il significato della canzone, possono provare queste emozioni.

Miyavi – Sì, finché ci sono i sottotitoli sì. [ride] Miyavi ha affrontato anche questo problema. Ora posso esprimermi in inglese senza nemmeno pensare alla mia pronuncia o altro. Posso parlarti direttamente ma ci è voluto del tempo. Ecco perché ho iniziato a cantare anche in inglese. Certo, non è facile come cantare in giapponese, e ora posso farlo, posso cantare in inglese e ora posso anche mixarlo con il giapponese, che è la mia lingua locale. Mi ci è voluto tempo, ma apprezzo molto la comprensione dei miei fan e anche la loro ‘nintai’, sai cosa è ‘nintai’ in inglese? È “pazienza” perché a volte faccio qualcosa che i miei fan non si aspettano, qualcosa di rischioso. È facile quando vai al ristorante, vuoi sapere cosa ha quel ristorante perché vuoi mangiare quello che desideri mangiare. Quando i miei fan vengono ai miei spettacoli, ogni volta, so che non è così. La gente va al ristorante senza il menu, la gente non sa cosa Miyavi stia per fare ma le persone vengono perché c’è fiducia. La fiducia è ciò che Miyavi crea. Perché c’è sempre una missione e uno scopo ed è per questo che la gente continua a tornare ai miei spettacoli. Lo apprezzo davvero e a volte non faccio ciò che vogliono che io faccia, ma prometto di dar loro entusiasmo e di farli sentire inclusi. Questo è il mio ruolo!

Grazie!

Silvia – Sono sicura che sarà così anche stasera!

Un grande ringraziamento al mio staff, Damya e Flavia, alla BFK Entertaiment che ha organizzato l’intervista e il concerto e a Miyavi e al suo staff.

Foto scattate da Damya®.

English version

Few hours before his concert in Seoul started, I had the opportunity to personally meet and interview Miyavi. Internationally acclaimed artist and supporter of human rights, I was captured by his kindness, humility and charm. Miyavi is an unique personality that in all these years after his debut developed his style, musically and esthetically speaking, giving always something new and interesting to his fans.

Following there is the conversation we had about his tour, music and refugee crisis.

I thought I was a person who talks a lot but he definitely beat me!

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Silvia – Tonight’s concert is the first gig abroad (outside Japan) of your [DAY2] World Tour 2018. What are your feelings about this concert in Seoul?

Miyavi – Great. Awesome. In Korean 최고 (choigo). Because this is my 7th World Tour and, as you said, it is the first gig in Asia this year. You know, [there is a] new sound, new vision, which will be a new experience for the audience, it is challenging new things and I am so happy to be here to share the moment with the audience. It is not easy to keep on moving forward and challenging new things but I think it is worth it and that is what my fans will see tonight. I am so so stoked.

Silvia – This is not your first time performing in Korea, what are you expecting from the Korean and international fans that will attend it?

Miyavi – [I will expect] Passion. That’s everything. That’s my responsibility, to share the excitement with the audience. So that people can get rid of any negative feeling that they get from their daily lives. Especially, the moment we rock together, we can prove that we can go beyond language barrier. This is Korea, Singapore, Hong Kong, Italy, we go beyond language. The music is an universal language, and that music connects us. It gets us together. So it is really meaningful to keep doing that and show other people that this is the way, that this is another way that people can get united. As an Ambassador for UNHCR, there are many conflicts in the whole world but I think in the music, of course there is energy, I can get refugee kids excited with the music but at the same time music can be used for something that we unite with. So each night, every night, it is really important to show all we can do with music.

Silvia – You have just mentioned your role as an ambassador. You were appointed as a UNHCR Goodwill Ambassador in November 2017, the first one from Japan. You have also visited Bangladesh, precisely the Rohingya refugees. But you have already being active in these fields for some years. What is the reason that motivated you to dedicate to this social activity and how do you think your appointment as an ambassador can influence both the refugees and the rest of the world?

Miyavi – First of all, I had no knowledge or experience about refugee crisis before I met Angie, Angelina Jolie, especially before UNHCR. She has been fighting and being active over 15 years and it such an important role for UNHCR and refugee crisis. I got influenced and inspired by her, how hard she keeps on fighting. Then, regarding the motivation for this role, the first moment I went to a refugee camp, I was really scared because I had no experience of it and I had nothing actually but the guitar. I just played the guitar and I saw the shine, brightness in children’s eyes. They got inspired and then I got inspired by them and after that I realized that “There is a role I can do with music. Music can do something”, at least it can get them inspired, can make them dream, excited, you feel hope. Even after I came back from the refugee camp, I received emails from the local UN staff and they said that some of the kids started saying they wanted to be rockstars. This is it. Even if they are not going to be rockstars, at least they got motivated and then I got motivated by them. To me, as an ambassador or not, it does not matter, what you do is the same, be there and experience and witness it and after that get inspired, express and spread, think and get people an opportunity to think and, finally, we act. That’s it. It does not matter if I got appointed as an ambassador or not but when I performed at the Nansen Refugee Award last year, October 2nd, held by UNHCR since 1954 and every year they are awarding people who are really dedicated to refugee crisis. I got an opportunity to perform at that ceremony. On stage, I performed with local international school kids in Geneva and at that moment, I saw that we rocked the audience, who is composed by people who are interested in the refugee issue, but this people are not living in a camp, outside of the world. But I saw it, I witnessed that we rocked and we were able to spread messages to those people, outside of the refugee camp. I thought “This is also something I can do!”, this is also the role that music can do. And then, that night, I decided to be an ambassador and also the UNHCR felt it as well. We all kind of felt it: “Miyavi is ready for that role!”. This is the story of how Miyavi became an ambassador. And now I feel more responsible and motivated to spread a message. Music cannot save people in a battlefield, even if I have a guitar I cannot fight with people who have guns but we might be able to stop people who kill. You know, people. This is the important role of music, just spread a message on how important is to make this world better and peaceful because we cannot appreciate music without a peaceful world. If it is chaotic, we cannot even like music, for example. We should appreciate that we can enjoy music more and also think about ‘why are we here?’, ‘what is your role?’. Every person has a role, I do music but you do your media, you spread the word and without you I cannot spread my word. I do my social media but you know what I mean, you have your own platforms and you spread my word and then it goes around. That’s the basic concept of people having a role, different roles, and we get together and we make a change, a human change, and we make a bridge to pass on to the new generations. I have two daughters, I haven’t posted this video yet but one of them had a speech contest, it was in LA but it was about Japanese language. She talked about my job as an ambassador, she said “Do you guys know who refugees are? Refugee people are people who had to leave their home because of the conflict or war. My dad is helping them as an ambassador. My dad is always travelling so he is always far away from us but I want to say ‘Great job and thank you’” and then “I want to become someone like dad and help people and inspire them!” This is her life and we are hundred per cent sure that we will support her in her decisions, but the thing is that we have to influence the next generations. And now I have a mission to do, to accomplish this role, this mission in a cool way. Before I became an ambassador I was really formal because that’s a serious issue so I tried to be formal, I tried to be simple, to be ‘diplomatic’ in my role. But actually, I started kind of feeling that it’s really important to be there as a rockstar so that my fans or the younger generations can get inspired and they can think “This is a cool thing to do!”. I never thought or expected to be in a refugee camp with a light blue hat, white t-shirt and tattoos all over. I never expected that I was going to be in camp as an ambassador and actually I didn’t think it was cool before I started doing this. But now this is how I rock and how I do my role and if I can do this in a cool way the younger generations even my fans will think “This is cool!”, that humanitarian work and activities are cool, so that more people will join us. This is a really important mission and there are many things we can do.

Silvia – Regarding what you have just said about your daughter, I am surprised because both your daughters are young, they are kids. Of course you are her dad but it is amazing on how you motivated her, she got inspired by you. And like your daughter, I am sure, many other people are inspired by you and will be inspired in the future. I, as a fan as well, appreciate these activities that you are doing, share awareness about these people that are living in the same world as us because they are here with us and also it would be nice if everyone can help them.

Miyavi – That is our responsibility. They are strong, even stronger than us. Sometimes people ask me why do you deal with this problem, because also Japan has many problems, also Korea, America, Italy, of course individually we have problems in our countries. But as one of the countries in the whole world that is part of this planet we are responsible to deal with this issue, with global issues and then I, as a global artist who always have tours in the whole world, and even some of my fans, they are from other countries and they are also refugees. Their parents, some of my fans in Italy or UK said that their parents are refugees. So we are really close and I think it affects our daily life. We need to deal with them, the basic and fundamental issue, the conflict, why people keep on fighting. I think it’s all countries, Japan, Italy, Korea, America and wherever, we got involved with that basic problem in the past history, now it looks like we are peacefully living, of course it is important to protect your right as a country, you need to protect your citizens, that is why I was really honored to being able to the UN headquarters in New York. People say that UN is not perfect, I know, but it is a human thing, made by humans, nobody is perfect but I think that the ideas to have a rule, a global rule is really important. We are just living on this planet we need to respect it and we need to have a rule to share this planet. We cannot keep destroying it or taking it away from people. Locally it works, just ‘invade’ but globally it doesn’t last, we cannot keep doing this, we need to think about the environment and also human rights, the resources as well. Many things we need to deal with and we don’t have time to keep on fighting each other so refugee crisis is a big part of it. It is a result of human mistakes, it’s a human disaster, it is not a natural disaster, and this is what we need to solve. There is a solution for it, I’m sure, because we made it, which means we should be able to fix it and the key is not to fight, but to share. [Referring at the glass of water in front of him] There is water but people are fighting for this water. ‘I want to drink’ but he wants to drink as well. Of course, we are all thirsty, so how do we split the water? We are going to get another glass and we can share it or just drink from the same glass , just find a way to share. This is acceptance, it is not easy to do, it is easy to say though but this is the basic thing, the Mother Earth is just one, we cannot escape from here, for now, which means that we need to find a way to share the environment, the resources.

One more thing, I need to talk about music. The track “Long Nights” that have just released in digital, we featured Sonita, who is from Afghanistan. She is a strong woman and I, as a guitarist, now I am trying to express myself as a guitarist. I also sing but I want to focus on playing the guitar and expressing with the guitar and it is really important to have an artist like her, who has worries and she also experienced it in her life and she stood up for it. She is still fighting. Her words are really strong. We decided to release “Long Nights” with her local language, Farsi. I know that it is not easy to understand but the expressions are really strong and then it is also important to be able to being flexible to keep releasing our product in digital market. I am so honored to being able to release this song as a first product in this project, the monthly release. And also we featured the great artist Sonita with her strong spirit and that’s our role to spread her words and to share awareness. That’s the way we want and I think that it is really important to mix all of them, the culture and humanitarian work. I want people to see and feel something and then we can rock together and make the future bright.
Thank you so much!

Silvia – Thank you so much. I want to make one comment about the fact that Sonita is singing in Farsi. I believe that through singing in your own language, even though people from other countries may not understand you, you can express more feelings. I do like it a lot and appreciate it as well.

Miyavi – That’s a good comment. Of course, because your brain is well connected to your local language that’s why it is easy and you can express without thinking.

Silvia – And people can also understand this feelings, even though they do not understand the words or the meaning of the song, they can feel them.

Miyavi – Yeah, as long as there are subtitles yes. [laughs] Miyavi faced that issue as well. Now I can express myself in English without even thinking about my pronunciation or whatever. I can just talk to you directly but it took time. That’s why I started singing in English as well. Of course, it is not easy as singing in Japanese, and now I can do that, I can sing in English and also now I can mix it with Japanese, which is my local language. It took me time but I really appreciate my fans’ understanding and also ‘nintai’, you know what is ‘nintai’ in English? It is ‘patience’ because sometimes I make something that my fans do not expect, something risky. It is easy when you go to a restaurant, you want to know what that restaurant has because you want to eat what you want to eat. When my fans come to my shows, every time, I know it’s not something like that. People come to the restaurant without the menu, people do not know what Miyavi is going to perform but people come because there is trust. Trust is what Miyavi creates. Because there is always a mission and a purpose and that’s why people keep on coming back to my shows. I really appreciate that and sometimes I do not perform what they want me to do but I promise to give them excitement and feel featured. That’s my role.
Thank you!

Silvia – I am sure it is going to be like this tonight as well!

A big thank to my staff, Damya and Flavia, to BFK Entertaiment who organized the interview and the concert and Miyavi and his staff.

Photos taken by Damya©.
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    Articolo di: Silvia Crippa

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