KIM JAEYEON LICENZIATA PER UNA MAGLIETTA

COPERTINA

Partiamo dal presupposto che io non sono una fan dei videogiochi e non ci capisco proprio nulla, non lo dico per difendere quello che sto per scrivere ma per farvi capire quanto mi sono ritrovata a bocca aperta leggendo questa notizia, per me totalmente sbagliata e senza senso.

Ma andiamo con ordine, Kim Jaeyeon non è certo un’attrice famosa invitata a programmi tv e premiere ma per il mondo dei videogiochi è una vera star, la sua voce è tra le più famose nel mondo dei PC gamer; l’attrice è stata la voce di videogiochi molto famosi tra cui Closer, qualche giorno fa ha postato su Twitter una foto che le è costata il posto di lavoro.

Il post ha creato un gran trambusto, e molti fan del video gioco hanno chiesto alla casa di produzione Nexon di licenziare l’attrice in pochissimo tempo la casa di produzione ha preso la decisione di licenziare la giovane “riceverà il suo compenso per intero ma la sua voce verrà sostituita” ha dichiarato uno dei portavoce della Nexon alla BBC.

Cosa c’è di così scandaloso in questa T-Shirt? Non so voi, ma è stata la prima domanda che mi sono posta e ho iniziato a fare un po’ di ricerche e quello che ho letto in giro mi ha fatto storcere il naso.
Ho scoperto che tutto questo maschilismo ha un nome ben preciso nel mondo dei gamer: “Gamegate”

Questo termine è nato da una controversia nata dopo che l’ex fidanzato di una programmatrice e sviluppatrice di videogiochi,  Zoë Quinn, ha scritto un lungo post denigratorio contro di lei. Da questo post sono nate numerose chat e forum anonimi che hanno dato la possibilità a molti maschilisti e misogini di sfogare la loro rabbia contro le donne nel mondo dei videogiochi, tanto che la stessa  Zoë Quinn è stata più volte minacciata di molestie e addirittura di morte.

In breve questo movimento, senza un leader e senza un vero organigramma, si ribella all’idea che molte donne entrino a far parte del mondo dei videogiochi non solo come oggetti sessuali sotto forma di personaggi, ma anche come giocatrici e soprattutto come tecniche del settore. Le più grandi aziende del settore dalla Sony ad Intel si sono schierate apertamente contro questa campagna, tanto che Intel ha stanziato 300 milioni di dollari per sostenere un programma “Diversity in Technology“.

Con il licenziamento di Kim Jaeyeon il ‘Gamegate’ ha aggiunto un grande tassello nella sua storia di sessismo e misoginia facendo diventare la Corea del Sud non solo la capitale mondiale dei PC Game ma anche del sessismo e della misoginia più di quanto non lo sia già.

Tornando al problema della maglietta mi sono informata sul perché una semplice maglietta avesse provocato così tanto sdegno, non essendoci scritto nulla di così denigratorio per il genere maschile ho quindi scoperto che la maglietta è uno dei prodotti di merchandising del gruppo Megalian, un gruppo apertamente femminista estremista che combatte online contro il maschilismo predominante nella società coreana; il gruppo è completamente anonimo e ogni post può essere votato positivamente o negativamente (come succede per molti altri siti coreani)

Megalia_logoQuesto il loro logo, che rappresenta con ironia il pensiero del gruppo femminista; ovvero che nonostante gli uomini coreani passino la vita a giudicare le donne per il loro aspetto dovrebbero guardare loro stessi e il loro corpo, il logo infatti ironizza sulle dimensioni del pene degli uomini coreani. 

 

In generale sono il più lontano possibile dal femminismo estremo, ma posso capire come in un paese come la Corea le donne sentano il bisogno di esprime le proprie opinioni su temi importanti come aborto e pari opportunità senza essere offese o prese per pazze.

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    Articolo di: Veronica Croce

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